Nothing ever happens
Per lungo tempo ho biasimato me stesso per ogni cosa che non è andata bene nella mia vita. Un'autocritica silenziosa, ma costante e feroce. Rimugino giornate intere sulle cose che ho sbagliato, mi maledico per la mia immaturità, incopetenza, stupidità...ho sempre fatto il possibile però per tenere tutte quelle colpe unicamente su di me. Perché obiettivamente ci sono, esistono e, mi sembra che se incolpassi qualcun altro io stessi cercando delle giustificazioni e, questo non sarebbe giusto.
Però non sono poi così obiettivo come credo. Le mie colpe certo sono lì e le ricordo bene, ma quelle degli altri sono state altrettanto reali e forse se voglio davvero andare avanti devo anche cominciare ad ammettere di non essere l'unico imperfetto nella mia incasinata vita.
Non so se è per proteggerne il ricordo, ma ho sempre schermato gli altri dal dolore che mi hanno provocato, riflettendolo invece su di me. Sono io che ho sbagliato qualcosa. Deve essere stata colpa mia.
Ma in realtà non sempre è andata così.
Ho avuto accanto a me una persona per oltre dieci anni, a cui ho dato tutto il mio amore, affetto, supporto e comprensione di cui fossi capace. Non sarò stato l'amico perfetto, ma sicuramente il migliore di cui fossi in grado e, strada facendo ho imparato a migliorarmi. E poi, un giorno senza ragione le mie chiamate cominciano a cadere nel vuoto.
Nessun litigio. Nessuna incomprensione. Semplicemente una sparizione improvvisa priva di spiegazione.
Ne ho sofferto moltissimo e, ne soffro ancora oggi. Quella cosa mi ha lasciato talmente malmesso che mi ha portato ad avere comportamenti orribili, come il restare chiuso in casa per metà anno senza mai uscire. E ne porto ancora le scorie.
Cosa ho fatto? Ho continuato a ripetermelo. Ma la verità è che non è successo nulla.
Mi chiedo se esista una fine più amara di una che sia priva di ragione.
E nonostante tutto a questa persona voglio ancora bene. Perché in fondo non credo sia possibile smettere di provare affetto per qualcuno con cui hai condiviso metà della tua vita.
Però non sono poi così obiettivo come credo. Le mie colpe certo sono lì e le ricordo bene, ma quelle degli altri sono state altrettanto reali e forse se voglio davvero andare avanti devo anche cominciare ad ammettere di non essere l'unico imperfetto nella mia incasinata vita.
Non so se è per proteggerne il ricordo, ma ho sempre schermato gli altri dal dolore che mi hanno provocato, riflettendolo invece su di me. Sono io che ho sbagliato qualcosa. Deve essere stata colpa mia.
Ma in realtà non sempre è andata così.
Ho avuto accanto a me una persona per oltre dieci anni, a cui ho dato tutto il mio amore, affetto, supporto e comprensione di cui fossi capace. Non sarò stato l'amico perfetto, ma sicuramente il migliore di cui fossi in grado e, strada facendo ho imparato a migliorarmi. E poi, un giorno senza ragione le mie chiamate cominciano a cadere nel vuoto.
Nessun litigio. Nessuna incomprensione. Semplicemente una sparizione improvvisa priva di spiegazione.
Ne ho sofferto moltissimo e, ne soffro ancora oggi. Quella cosa mi ha lasciato talmente malmesso che mi ha portato ad avere comportamenti orribili, come il restare chiuso in casa per metà anno senza mai uscire. E ne porto ancora le scorie.
Cosa ho fatto? Ho continuato a ripetermelo. Ma la verità è che non è successo nulla.
Mi chiedo se esista una fine più amara di una che sia priva di ragione.
E nonostante tutto a questa persona voglio ancora bene. Perché in fondo non credo sia possibile smettere di provare affetto per qualcuno con cui hai condiviso metà della tua vita.
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